Lo chef dei piatti identitari

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Scheda critica

Enzo Cannatà, in qualità di chef executive, si è formato nel  contesto della tradizione locale di appartenenza, i cui limiti principali rimangono l’isolamento geografico e l’orizzonte ristretto. Confini superati attraverso una profonda curiosità e una insaziabile sete di conoscenza, che gli hanno permesso di uscire allo scoperto per confrontarsi con il mondo dell’eno-gastronomia: già cuoco durante il servizio di leva, emigra prima in Svizzera, poi in Germania e in altri Paesi europei, esportando il suo know how fino in America.

Nello sforzo di trascenderne i limiti, Enzo Cannatà raccoglie e rielabora in chiave personale e innovativa i sapori e le conoscenze tradizionali calabresi, in un’ottica di commistione tra culture culinarie mediterranee tra le più diverse. L’essenza rurale di ogni prodotto/ingrediente utilizzato in cucina dallo chef Cannatà emerge e viene valorizzata da una sensibilità profondamente glocal, ispirata da un istinto innato e accompagnata da una puntuale conoscenza della storia culinaria meridionale.

Sin dagli esordi, Enzo Cannatà conduce una ricerca intima e puntuale nel panorama delle produzioni agroalimentari del Mediterraneo che, con i loro profumi e sapori, esaltano la tradizione e l’identità territoriale, nel solco di un processo compositivo innovativo curato nei dettagli, dall’ideazione alla presentazione in tavola.

La ricetta dello chef Cannatà esalta il legame prodotto/territorio/origine grazie anche alla trasformazione di ogni piatto in evento, all’interno di veri e propri show resi celebri da format come Cooking-show, Carovana del gusto e Tv show. Per Enzo Cannatà i veri protagonisti sono gli elementi costitutivi della pietanza, legati insieme dal filo conduttore del territorio e della tradizione.

L’esperienza e il valore aggiunto offerto dallo chef Cannatà bene si sposano con la mission di EXPO 2015, nutrita dalla consapevolezza della necessità di offrire un palcoscenico internazionale a quelle realtà locali spesso emarginate. Realtà che costituiscono la storia stratificata di una comunità e per questo continuano a essere apprezzate da un numero sempre crescente di consumatori, ispirati da una vocazione di “ritorno alla terra”. Obiettivo di Enzo Cannatà è sempre stato infatti quello di raccontare e rappresentare un territorio attraverso pietanze elaborate in accordo con il frutto della terra, seminato e raccolto dalla mano esperta del contadino, influenzato dalla genuina eredità di una sapienza millenaria.

Dalla Dieta mediterranea alle proposizioni culinarie marinare, dalle tradizioni montane dell’Aspromonte, del Pollino, della Sila, del Poro alle cucine Arbereche cosentina e Grecanica reggina, lo chef Cannatà riesce ad amalgamare i mille gusti e i mille volti della Calabria, liquidandone limiti e confini geografici e culturali, esaltandone le differenze nei suoi piatti misti, ricchi di valore, essenziali. Una missione fondata sulla tutela della biodiversità alimentare, sulla salvaguardia della identità e l’esaltazione del gusto, del valore e della storia dell’uomo insita in ogni prodotto e quindi veicolata da ogni singola pietanza. Pietanza che viene creata, raccontata e proposta dallo chef Enzo Cannatà nel pieno rispetto dell’origine degli ingredienti che la costituiscono e della cultura delle comunità da cui proviene.

Proprio in accordo con la mission dei padiglioni dell’Expo 2015.

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